Sebbene sia ancora difficile trarre conclusioni certe sulle conseguenze che il Coronavirus ha avuto sulla nostra vita, sicuramente possiamo già dire che ha cambiato (o meglio stravolto) molte delle nostre abitudini che davamo ormai per scontate. Anche le vacanze, infatti, sono molto diverse da come le abbiamo vissuta finora. Come si sono trasformati, però, concretamente gli stabilimenti balneari e la vita in spiaggia ai tempi del Covid?
Iniziamo a vedere come si sono organizzate le spiagge del Lazio. Dopo oltre due mesi di lockdown, in tanti hanno voluto godersi il sole e il caldo arrivati a scaldare le spiagge del litorale laziale fin dai primi giorni di Giugno.
Se per il primo mese è stato difficile frenare e gestire il desiderio di tante persone ad iniziare le proprie vacanze al mare, con le forze dell’ordine in più occasioni costrette a intervenire, ora sembra essersi trovata finalmente una maggiore tranquillità. E c'è di più: sono già tornati operativi i venditori ambulanti che, numerosi, affollano i lidi. Negli stabilimenti sempre più sono le richieste per sdraio e lettini, negati non senza difficoltà dai gestori. La Regione Lazio, seguendo le linee guida del Governo, ha poi stabilito le norme di base per strutture e lidi free, tra obbligo di registrazione dei bagnanti e ombrelloni ogni 10 metri quadri.
A fine Maggio, inoltre, è arrivata Seapass, l'app che consente di conoscere il numero dei posti ancora disponibili in alcuni dei lidi più gettonati del Lazio, per evitare sia assembramenti ai varchi di accesso sia spostamenti sul litorale quando non ci sia disponibilità di posti.
Per assicurare il rispetto delle norme anti Coronavirus, inoltre, ci sono delle verifiche da parte di alcuni controllori che percorrono le spiagge e il litorale in tutta la sua lunghezza. I lidi sono presidiati da un addetto che controlla i bagnanti sia in entrata che in uscita. Inserisce, poi, su un palmare i dati delle presenze in tempo reale per informare della situazione chi è in attesa di andare al mare.
A Sabaudia, invece, il Comune ha addirittura deciso di chiudere la spiaggia libera all'ingresso dei bagnanti. L'unico modo per accedere, infatti, è la prenotazione online. Da lunedì 20 luglio è partita la sperimentazione del portale per la gestione delle prenotazioni degli arenili di libera fruizione. Un'iniziativa presa dal Comune per far fronte all'emergenza Coronavirus e cercare di garantire il tracciamento sanitario. A breve sarà disponibile anche un'apposita App.
Dopo essersi registrati al portale, dando l'autorizzazione al trattamento dei dati personali, si inseriscono le proprie credenziali e si sceglie il giorno in cui ci si vuol recare in spiaggia e una tra le tre fasce consentite: mattina, pomeriggio o intera giornata. Poi l’individuazione di uno dei tratti del lido di libera fruizione e i posti disponibili. Chi invece non ha accesso ad internet può accedere alla spiaggia comunicando i propri dati personali all’addetto. Anche qui, gli accessi alle discese a mare sono infatti presidiati dagli steward comunali, che provvedono anche alla consegna del kit spiaggia per il distanziamento sociale, promosso e realizzato dal Comune di Sabaudia e utile a delimitare la propria area entro la quale poter piantare l’ombrellone.
Tuttavia, anche in questo caso, al momento non è ancora scattato un vero e proprio obbligo di prenotazione e dunque chi si presenta sul litorale senza aver prenotato può accedere comunque all'arenile. Del resto il sistema di gestione delle spiagge libere non è ancora del tutto a punto, nonostante i finanziamenti concessi ai Comuni dalla Regione per tale scopo.
Muovendosi, poi, verso nord, sulle celebri coste della Toscana, è di recente approdata anche all’Argentario l’iniziativa “…e sarà Buonvento!”. Il progetto che ha offerto una prima giornata di mare e spensieratezza al personale sanitario in prima fila nelle terapie intensive d’Italia e nella battaglia contro il Coronavirus.
L’iniziativa di caratura nazionale, partita dalla Liguria e diffusa a macchia d’olio in tutta Italia, è approdata anche all’Argentario. Il tutto grazie alla volontà di alcune associazioni locali. L’Asa, "Argentario Sailing Academy", ha fatto da capofila e coinvolto l’"Associazione Diportisti di Porto Ercole" e la sezione di Porto Ercole della Lega Navale. Le quali hanno messo a disposizione le imbarcazioni degli armatori associati. Grazie al passaparola dei primi partecipanti, molte nuove adesioni si sono già registrate nelle ultime ore in tante altre spiagge italiane.
Spostandosi, invece, verso sud in direzione della costiera Amalfitana, tante sono le novità sulla vita in spiaggia. Tra le diverse conseguenze del Coronavirus, infatti, c’è anche un corposo cambiamento per quanto riguarda le spiagge libere. Il numero di posti limitato ha fatto salire i prezzi dei lidi alle stelle. E dei veri e propri pedaggi sono stati aggiunti alle spiagge libere. Queste ultime, infatti, si possono trovare con ingresso ad 1 euro, sprovviste però di qualsiasi attrezzatura. Fino anche a 10 euro come nel caso di Positano. Si tratta di una vera e propria privatizzazione di spazi pubblici con la giustificazione delle misure anti-Coronavirus.
Nell'assolata Sicilia, è, invece, partito un investimento da 2,5 milioni di euro per attrezzare le spiagge libere di molti Comuni, attraverso l'implementazione delle misure volte a favorire il distanziamento sociale e scongiurare il contagio fra i bagnanti. Questi investimenti puntano a dare un nuovo "look" alle spiagge pubbliche dotandole di nuovi servizi e dei protocolli necessari per evitare il contagio anche durante le ore di relax e tranquillità.
Nelle spiagge siciliane, oltre alla fornitura per il personale addetto all'assistenza dei frequentatori, fanno così la loro comparsa i kit di sanificazione, una cartellonistica informativa con tutte le norme anti contagio, ma anche i segnaposto per aiutare a rispettare la distanza tra gli ombrelloni. Tra i nuovi servizi troviamo poi i percorsi dedicati all'accessibilità al mare per i diversamente abili, la video-sorveglianza e l'implemento dei controlli delle spiagge da parte della polizia locale.
Mantenere la distanza, infatti, è indubbiamente più complicato in vacanza, soprattutto al mare, dove le occasioni di contagio, a causa della vicinanza fra le persone, sono più alte rispetto ad altre mete. Le file di ombrelloni e gli ombrelloni stessi, non a caso, sono stati distanziati di alcuni metri, ma solamente in alcune spiagge italiane. Per non parlare, poi, dell’accesso agli altri luoghi pubblici (piscine), dove si deve prenotare prima in modo da assicurarsi il proprio posto ed evitare code e assembramenti.
Per quanto riguarda l'accesso ai luoghi chiusi, come bar o ristoranti sulla spiaggia, lo staff, sempre munito di mascherina, controlla che le persone mantengano il metro di distanza, organizzando in maniera ordinata i flussi. Anche in questi casi, molti misurano la temperatura ai clienti, prima che possano accedere alla struttura.
Nel caso degli stabilimenti è invece il personale ad avere cura di pulire e igienizzare a fondo i materiali dopo ciascun utilizzo, così come i servizi pubblici, le docce, le cabine e gli spogliatoi.
Tuttavia, l'organizzazione di diversi stabilimenti balneari non è cambiata rispetto al passato. Molte persone riportano una mancanza da parte di alcuni stabilimenti balneari nell'adattare la propria organizzazione alle misure anti-Coronavirus. In parecchi casi, la procedura di prenotazione dei posti non è stata neanche presa in considerazione in alcune spiagge della Penisola.
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